Guglielmo Spotorno
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Colloquio personale, silenzioso e sconosciuto.

11/11/2017

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A volte la fede di Licinio e dei suoi amici mi irrita. Mi irritano le loro certezze. Io sembro sicuro dei  miei dubbi. A parole, quasi ne sono fiero, ma  so che  a un certo  momento avrò paura di tutta la mia razionalità, della mia logica. E' vero, non mi piace la  parola fede nel senso di 'affidarsi' a qualcuno, a qualcosa che neppure riesco a immaginare. Le certezze sono solo due: la vita e la morte. Anzi solo la morte, perché noi sappiamo come nasciamo, da un atto d'amore, ma mi chiedo: la morte che atto d'amore è?
Ma Licinio ha le sue certezze, non solo precise, ma vissute, provate da esperienze di altri amici di fede. E quello che mi sorprende è che continua a scrivermi, e io non pubblico, perché a volte è barboso, pieno di Santi, di Profeti, di Vangeli e scritture polverose. Ma lui non protesta. E continua a scrivere.
E io invece mangio fil di ferro, cioè m'incazzo quando non trovo un giornalista... altro che scrivergli con paziente speranza: "Bussate e vi verrà aperto". Questa saggezza del fil di ferro e dei portoni chiusi era di mia zia Adalgisa, e anche di mia madre Enrica, cattoliche "all'acqua di rose", veri martelli laici quando avevano ragione. 
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Colloquio - personale -silenzioso  - e sconosciuto
Ciao
Dimmi Tu ?? Come possono stare insieme queste REALTA’… solo partendo dall’ESPERIENZA possono essere utilizzate e ripetute per descrivere una situazione REALE ….
Provare per credere
Con vicinanza
g-
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La donna Samaritana disse a Gesù: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».

Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».

                                                                                                                    (Giovanni 4,23)

Non è principalmente questione di luoghi o di situazioni, anche se certamente possono aiutare: perché è anzitutto nel cuore che si adora Dio. È nel colloquio personale silenzioso e sconosciuto che il nostro rapporto con lui si sviluppa, si approfondisce. 
È nell’adorazione di lui in noi che possiamo parlarGli, cercare di capirLo, chiedere luci per la nostra strada, affidarGli persone che attraversano momenti difficili o situazioni che necessitano di una cascata di luce dall’alto. E questa adorazione, questa familiarità nutre l’anima ed è fondamento di ogni altra relazione o cosa.

ESPERIENZA. 

Poco fa sono passato in cappella. Mi sono soffermato a pregare per qualche tempo e lì, nel silenzio, ho avvertito che Gesù era vicino a me. Poiché mi stava ascoltando, gli ho chiesto cosa volesse dalla mia vita. Pareva mi dicesse: «Ama e sarai riamato. Io stesso ti amerò».
Con quest’amore ora voglio raggiungere chiunque incontro, superando ogni ostacolo posto dal mio egoismo. 

                                                                                                     Un adolescente: Mario - Italia

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    Guglielmo Spotorno

    Chiamato Gugi, è più cellese che milanese.
    ​Da bambino, da ragazzo, da grande. Qui ha incontrato Agata, che ha sposato, qui sono nati i primi disegni e da questa e dal suo vento sono nate le sue poesie, che lancia in aria come aquiloni. Anche colori e dipinti nascono da questo mare e da questo sole.

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